martedì 31 gennaio 2012

La paranoia uccide le conversazioni. Ma la mancanza di conversazioni uccide le aziende


Sembra scritto oggi, anzi domani, tenendo conto di quante aziende debbano ancora comprendere come e perché sia importante costruire una relazione con i propri clienti. Ma anche con i propri dipendenti.
E invece era il 1999 quando un piccolo drappello di comunicatori – Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger – redasse il Cluetrain Manifesto, composto da 95 tesi sulla falsariga del manifesto di Martin Lutero che diede avvio alla Riforma, destinato a diventare uno dei documenti fondanti del web.
Già … sono passati tredici anni da quel manifesto, scritto agli albori dell’era internettiana, ma così visionario da essere ancora oggi attuale, anzi, ancora visionario e, forse, futuribile, magari più di quei romanzi di Philip K. Dick che, più o meno, si sono però avverati.
Ma cosa diceva nel 1999 di così visionario questo manifesto? Innanzitutto si apriva con una dichiarazione: “I mercati interconnessi in rete cominciano a organizzarsi da soli molto più rapidamente delle aziende che tradizionalmente li rifornivano. Grazie al web i mercati diventano più informati, più intelligenti e più esigenti rispetto alle qualità che, invece, mancano alla maggior parte delle aziende”.
E poi, via con le tesi.

Tesi 2: I mercati sono fatti di esseri umani, non di settori demografici

Tesi 7: Gli hyperlink sovvertono la gerarchia

Tesi 12: Non ci sono segreti. I mercati in rete conoscono i prodotti meglio delle stesse aziende. E se una cosa è buona o cattiva, lo dicono comunque a tutti.

Tesi 14: Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni. Quando parlano al loro pubblico online, la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana.
Profezie, queste, che si sono avverate. Oggi nel marketing trionfa l’individuo (anche se non tutte le aziende hanno compreso esattamente cosa voglia dire) e i Social Network hanno ampiamente superato in credibilità la comunicazione aziendale ufficiale, che spesso continua a parlare con una voce vuota e piatta.
Ma oltre alle profezie ci sono anche giudizi graffianti sull’atteggiamento delle aziende:

Tesi 21: Le aziende dovrebbero rilassarsi e prendersi meno sul serio. Hanno bisogno di trovare un po’ di senso dell’umorismo.

Tesi 23: Le aziende che cercano di “posizionarsi” devono prendere una posizione. Idealmente, su qualcosa che interessi davvero il loro mercato.
o visioni profetiche sui nuovi rapporti di forza tra consumatori e aziende:

Tesi 30: La fedeltà a una marca è la versione aziendale della coppia fedele, ma la rottura è inevitabile ed è in arrivo. Poiché sono in rete, i mercati intelligenti sono in grado di rinegoziare la relazione con enorme rapidità.
e l’anticipazione del ruolo sociale delle aziende:
Tesi 34: Per parlare con voce umana, le aziende devono condividere i problemi della propria comunità.

Tesi 35: Ma prima, devono appartenere a una comunità.
Dove il Manifesto sembra essere più lontano dal raggiungimento degli obiettivi è dove le tesi lanciano uno sguardo all’interno delle organizzazioni:

Tesi 42: Come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro l’azienda – e non proprio di regole e regolamenti, direttive aziendali, obiettivi di profitto.
Tesi 45: Le intranet emanano noia. Le migliori sono quelle costruite dal basso da individui convinti e motivati che cooperano per costruire qualcosa di molto più valido: una conversazione aziendale in rete.

Tesi 50: Oggi, l’organigramma è fatto di connessioni, non di gerarchie. Il rispetto per la conoscenza reale vince su quello per l’autorità astratta.
E se oggi il contrasto fra le modalità di gestione tra la comunicazione esterna e interna da parte della maggior parte delle aziende diventa sempre più stridente e la leadership si svuota del proprio ruolo, è proprio la capacità delle aziende a guardarsi dentro e ad adattarsi ai nuovi scenari che appare in tutta la sua sconvolgente lentezza e anacronismo. Nella sua incapacità di tessere conversazioni anziché connettere per creare storie.
Nel 1999 il Manifesto anticipava anche tutto il fenomeno della co-generazione e del crowdsourcing, che avrebbe iniziato a diventare realtà solo un decennio dopo:

Tesi 64: Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, né dei vostri siti Internet sovraccarichi di bella grafica ma senza alcuna sostanza.

Tesi 76: Abbiamo qualche idea anche per voi: alcuni nuovi strumenti, alcuni nuovi servizi. Roba che pagheremmo volentieri. Avete un minuto?
L’ultima parte è molto centrata su quello che, in un altro post, ho chiamato “Essere Comunicazione”:

Tesi 83: Vogliamo che prendiate sul serio 50 milioni di noi almeno quanto prendete sul serio un solo reporter del Wall Street Journal.

Tesi 85: Quando abbiamo delle domande, ci cerchiamo l’un l’altro per le risposte. Se non esercitaste un tale controllo sulle “vostre persone”, potrebbero essere anche loro tra le persone a cui ci rivolgiamo.

Tesi 86: Quando non siamo occupati a fare il vostro “mercato target”, molti di noi sono le vostre persone. Preferiamo chiacchierare online con gli amici che guardare l’orologio. Questo farebbe conoscere il vostro nome molto di più del vostro sito internet da un milione di dollari. Ma siete voi a dirci che è la Divisione Marketing che deve parlare al mercato.
La chiusura delle tesi è quasi profetica in merito alla convergenza tra comunicazione esterna e interna;

Tesi 93: Siamo dentro e fuori le aziende. I confini delle nostre conversazioni oggi sembrano il Muro di Berlino, ma in realtà sono solo una seccatura. Sappiamo che stanno crollando. Lavoreremo da entrambe i lati per abbatterli.

Tesi 95: Ci stiamo svegliando e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare.
Sono passati tredici anni dalla nascita del Manifesto. Il tempo per il mercato si è mosso alla velocità del web. Ma per molte aziende ha continuato a muoversi con la velocità delle lancette. Alcune di loro, anche grandi e potenti, si sono estinte o sono sull’orlo del baratro. Per altre c’è ancora tempo. A patto che sappiano leggere ciò che arriva dal passato per capire il futuro.


venerdì 27 gennaio 2012

CARNEVALE A KM 0! COLDIRETTI DI FERRARA SI METTE IN MASCHERA.


La festa anche in diretta radiofonica dalla Sicilia al Lazio sulle 100Radio.

Il periodo è propizio per le feste e per le bicchierate che da qui a fine febbraio caratterizzeranno il Carnevale.
Ma l'associazione iCom ONP di Ferrara, ha fatto molto di più: "CostumeCraze 80Fest", è forse la prima festa di Carnevale a Km0 che utilizza cioè i frutti della terra e della campagna circostante senza alcun tipo di importazione alimentare.
L'evento che si svolgerà il 10 febbraio presso il Teatro Verdi di PoRotto, sarà infatti un grande aperitivo cena in maschera con la collaborazione di CampagnaAmica, filiera italiana e ferrarese della Coldiretti di Ferrara per l'appunto. La collaborazione con la prestigiosa azienda agricola innovatrice nel settore dell'agricoltura localizzata, nasce proprio dall'esigenza di unire utile e dilettevole in un momento di contingenza economica che deve far valorizzare le attività locali. OrtoAmico infatti metterà a disposizione degli avventori del 10 febbraio, una fornitura di affettati doc ferraresi per il gusto ed il sollazzo del carnevale proposto da iCom.
"...questa è una prima iniziativa che la nostra associazione mette in campo per la valorizzazione del territorio, del turismo e della gastronomia locale, conosciuta e rispettata, ma spesso relegata solo alla ristorazione professionale...iCom sta studiando anche altri eventi per la prossima primavera con queste caratteristiche sempre sulla città...", ci racconta la dott.ssa Mariangela Fontana, presidente di iCom ONP che ha sede a Ferrara.
Per l'occasione il Teatro Verdi di PoRotto diventerà un DJSet anni 80 con la collaborazione di MusicMarketService che allestirà tutta la struttura luci e audio. Ma le iniziative per questo evento non si limitano alla festa, poichè tutta la serata sarà in diretta radiofonica con il circuito delle 100Radio dalla Sicilia al Lazio per mezzo della compagine concessa da RadioFlash di Catania.
Oltre all'evento innovativo iCom metterà in palio una AppleCard prepagata da 200 euro per il costume originale più bello della serata; un'occasione ghiotta anche per un divertimento sano e tradizionale.
Appuntamento aperitivo-cena il 10 febbraio dalle ore 19 in poi presso il TeatroVerdi di PoRotto ad ingresso libero. Per tutte le informazioni www.icom-noprofit.it.

__________________
ph. Il logo CostumeCraze 80Fest di Giulia Martello © 2012. Tutti i diritti riservati.


-- 
iCom ONP
Uff. Stampa e Comunicazione
0532.470561 - 392.9114000
www.icom-noprofit.it
Dati registrati dal 15/04/2011